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Potere Gregorio VII Classificazione dei cristiani Ordini mendicanti e infallibilità Autori medioevali e scismi

Ordini mendicanti e infallibilità

            Francesco d'Assisi importantissimo perché porta tutti questi elementi, quelli degli altri movimenti, li porta all'interno dell'istituzione Chiesa, la sua grandezza sta nell'aver seguito la via di messer lo Papa. Innocenzo III era abbastanza furbo da capire che un movimento così grande o veniva istituzionalizzato o sarebbe nata una spaccatura. I francescani sono gli unici a sopravvivere insieme ai frati predicatori, e insieme formano il movimento mendicante. Questi movimenti mendicanti creano per le donne una forma di monastero itinerante con rifugi di fortuna. Il problema sul piano ecclesiologico implica il problema del rapporto tra Chiesa locale e Chiesa universale, il papa nel medioevo non interveniva nelle chiese locali, non poteva. La creazione degli ordini mendicanti sdoppia la guida pastorale, non dipendono dal vescovo, ma dipendono dal Papa, ancora adesso è un problema. Se i vescovi quindi difenderanno il principio particolare della Chiesa, gli ordini mendicanti il principio universale. Gli ordini mendicanti tendevano a scavalcare la comunione del vescovo, favorendo la concezione del mondo come l'unica grande diocesi con a capo il Papa. I religiosi saranno un fattore causale di questa immagine, gli ordini mendicanti diventeranno una concezione di Chiesa come ordine unico.

          Due i movimenti mendicanti che influirono nella vita della Chiesa: i Frati minori, fondati da San Francesco e i Frati Predicatori fondati da San Domenico. Con questi il convento si trasferisce dalle vallate solitarie al centro delle grandi città. Il papato ne colse le prospettive future, e puntò proprio su questi movimenti per la riforma della vita della Chiesa. Proprio questi mendicanti saranno i più grandi alleati del Papa. Fu Innocenzo III a confermare la missione di Francesco e di Domenico. La loro espansione sarà rapidissima anche al punto da creare gelosie nei secolari. L'attività dei mendicanti procurava un indubbio danno economico per i parroci, che non solo perdevano le tasse loro dovute, ma vedevano anche rivolgersi altrove la generosità dei fedeli.

            Ci si poneva il problema se i religiosi si potessero dedicare ad attività pastorali o all'insegnamento della teologia, qual era il loro vero posto? Era campo del clero secolare, possono predicare? Ascoltare le confessioni? Tipiche attività pastorale legate al potere di giurisdizione.

            Guglielmo di Sant'Amour, lui pubblicò I pericoli degli ultimi tempi, l'apparizione degli ordini religiosi, segno dell'arrivo degli ultimi tempi. Ebbero la fortuna i religiosi di avere personaggi di spessore come San Bonaventura e San Tommaso.

Infallibilità papale

           La dottrina dell'infallibilità papale è legata alla presenza degli ordini mendicanti. Già nel 449 Teodoreto di Ciro scriveva: "Questo santissimo trono... ha la preminenza sulle Chiese di tutto il mondo per vari motivi e anzitutto perchè esso è stato preservato da ogni macchia di eresia e non vi si è seduto nessuno che pensasse il contrario, bensì la grazia degli apostoli l'ha conservato intatto".

          San Tommaso d'Aquino afferma esplicitamente che al Papa spetta la editio symboli, cioè emettere nuove formule di fede e determinare in ultima istanza le questioni di fede, tesi analoghe furono insegnate anche da San Bonaventura.

          Il francescano Pietro di Giovanni Olivi (1247-1298) intorno al 1280 insegnò che le decisioni del Papa in materia di fede o di morale erano irrevocabili e valide per tutti i tempi. La ragione per cui il Papa non può errare consiste nel fatto che egli esprime la fede della Chiesa universale, la quale nel suo insieme non può sbagliare.

          In seguito per una quarantina d'anni non si parlerà più dell'infallibilità papale, anzi Giovanni XXII con la bolla Quia quorundarum del 10 novembre 1324 condannerà come dottrina pestilenziale e di un audacia perniciosa la tesi secondo cui era immutabile quanto i pontefici romani avevano precedentemente definito in relazione alla fede e ai costumi. Per i secoli XIV e XV si continuerà a insistere sull'infallibilità della Chiesa nel suo insieme, ripetendo che il Papa non darà mai un giudizio sbagliato finché si basa sulla fede e sulla fede della Chiesa. Se però si pone fuori da questa fede egli divine eretico e cessa di essere il capo della Chiesa.

 

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