TESTIMONIANZE CRISTIANE

 

Conosciamo e crediamo

 

Esegesi

 

Il vangelo di Matteo

 

Mt 19,1-25,46

 

Il rapporto tra Gesù e gli scribi diventa altamente polemico, cresce con l’avanzare dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Questo paragrafo è illuminato da tre parabole:

1.      La parabola della vigna Mt 20,1-7, siamo ancora nella prospettiva del rifiuto

2.      Quella dei due figli

3.      Quella dei vignaioli omicidi, ancora più polemica

Rapporto tra coloro che nella sinagoga rifiutano il Cristo e coloro che hanno aderito a lui, polemica tipicamente matteana, queste parabole sono esclusive di Matteo, la polemica aumenta con Mt 23 l’elenco delle maledizioni. Matteo non riporta le maledizioni dopo le beatitudini, come fa Luca, qui occupano un posto a parte, si trovano lontano dalle benedizioni e le beatitudini. Matteo rilegge le maledizioni nella prospettiva del rapporto conflittuale tra la comunità domestica cristiana e la sinagoga. In seguito alle maledizioni c’è un’escatologia, l’attenzione è rivolta alla comunità matteana, esortata non soltanto a credere ma a operare, abbiamo le parabole delle vergini stolte, dei servi che hanno ricevuto dei talenti, la grande scena del giudizio finale. Il discorso è escatologico va precisato nella sua prospettiva, Matteo riporta un discorso escatologico così articolato perché ha la funzione di ridestare il modo di vivere della sua comunità, non è una profezia sulla fine della storia, ma è una profezia che intende avere un impatto decisivo sull’oggi. L’impatto più importante è che non basta la fede ma è necessaria la prassi, per questo soprattutto nel giudizio finale la questione è come vengono accolti i piccoli. L’escatologia ha una doppia funzione:

1.      Vigilanza: la comunità matteana rischia di addormentarsi, di cadere in un attesa delusa

2.      Prassi della fede: una fede segnata dalle opere, saremo giudicati sulla fede che diventa opera

L’ecclesiologia non nasce dalla delusione escatologica, è già presente nella predicazione del Regno di Dio di Gesù. È vero che l’escatologia è ricompresa, si attende la venuta immediata del Signore, si attende prima che finisca la generazione di Gesù, così non avviene, e quindi si ricomprende l’escatologia, ma era già presente nella predicazione di Gesù. Non è vero quindi che la Chiesa nasce dalla delusione che il regno di Dio non viene come affermano i protestanti, Gesù ha costruito una chiesa intorno a sé, prima di Matteo c’è una comunità cristiana che già ha operato e già conserva dei detti di Gesù.

Il proto cattolicesimo è un idea nata in seno al protestantesimo, consiste nella mancata realizzazione della seconda venuta di Gesù, ha fatto nascere tutta la realtà ecclesiologica neotestamentaria. Maranatà la comunità sin dall’inizio ha detto questo, la parusia non c’è, nasce quindi il proto cattolicesimo, con Matteo, Giacomo, 1-2 Timoteo; Tito e Luca comprensivo anche degli Atti. Del proto cattolicesimo fa parte la struttura della Chiesa, la distinzione tra vescovi, presbiteri e diaconi, all’inizio del nuovo testamento questa distinzione non c’era. È salvato Paolo e Marco, Giovanni non è neanche preso in considerazione. Il proto cattolicesimo non ha alcun fondamento perché l’escatologia è compresa nella venuta del Signore, le comunità cristiane nel momento in cui inizia a vacillare l’idea che venga il Regno, iniziano a porsi domande.

 

ll vangelo di Matteo