TESTIMONIANZE CRISTIANE

 

 

Conosciamo e crediamo

 

Chi è Gesù Cristo?

 

Introduzione

 

Relativismo

 

          La modernità registra un attesa escatologica spesso fallita, il mito dell’homus economicus, il mito della modernità, l’uomo starà bene, troverà salvezza, le condizioni esterne creeranno un mondo migliore. Un altro mito che è crollato è quello della società perfetta, tutti miti intraumani, non aperti all’alterità. Giovanni Paolo II aveva fotografato bene il crollo de mito della società perfetta in Centesimus annus n.25, si voleva un uomo allo stato puro, senza peccato in una società che si era deciso essere perfetta, ma questa società perfetta ha generato dei mostri, perché questa carica escatologica era soltanto terrena, non aveva un qualcosa di trascendente. Questa salvezza soltanto intrastorica e intraterrena avrebbe creato un vuoto spirituale. Una ideologia intrastorica è una ideologia fallimentare. Nella Centesimus annus, Giovanni Paolo II dice che non considerare l'uomo nella sua fragilità, e voler vedere una società perfetta ha generato dei mostri, un ateismo antiumano. C'è un errore di carattere antropologico per un errore teologico, cioè perchè fuori dal progetto di Dio. Nell'ultima parte del secolo XX anche autori non cristiani, già Hiddeger dice verso la fine della sua vita "ormai solo un Dio ci può salvare" il mondo non si spiega con il mondo e l'uomo non si spiega con l'uomo. C'è un attesa di salvezza anche nella modernità, una modernità che si era opposta alla trascendenza e nei confronti di Gesù di Nazareth al massimo lo ha ritenuto come un personaggio interessante.

In occidente c’è il vuoto della cultura nichilistica, c’è spazio per Gesù? Cultura che non ammette punti di riferimento stabili, valori assoluti, anche Benedetto XVI parla spesso del relativismo. Già nella ragione onesta che si apre al di là di se stesso c’è una soluzione. Nel pensiero debole vi è un certo interesse per la natura di Gesù, ma insufficiente, ambiguo, l’interesse è soprattutto su quei tratti kenotici, quei tratti di donazione totale, di svuotamento, che esaltano la debolezza di fronte a una potenza irraggiungibile, ma è una debolezza per amore, non è una debolezza per la debolezza in realtà.

Nel contesto del pensiero debole è più che altro una figura etica contagiosa, un Gesù fratello universale, un Gesù che coinvolge ma niente di più. E' difficile presentare un Gesù che coinvolge totalmente, non è solo l'uomo affascinato da Cristo, Gesù non solo risponde alle nostre domande, ma Gesù compie delle domande. Non solo l'uomo interpella Gesù, ma si trova anche ad essere decifrato. Per il pensiero debole Gesù è solo una figura etica, qualcuno che può contagiare, non salvare.

Di fronte a questo pensiero debole bisogna annunciare che Gesù con la sua proesistenza non è soltanto un esempio da seguire, per noi cristiani Gesù è l’incarnazione personale dell’amore di Dio. La sfida dell’oggi è che quest’uomo è Figlio di Dio, la sfida è che non è solo una figura etica contagiosa Gesù ma che veramente ha preso carne, la sfida è quella del Dio incarnato. Un'altra sfida della modernità è parlare di Cristo nel mondo della povertà? Rimane il grido del mondo dei poveri, di coloro che rimangono oppressi in strutture di peccato. Cristo in quanto liberatore globale dell’uomo, liberare dalle strutture di peccato, liberare dal peccato è un modo legittimo di presentare la figura di Gesù è chiaro che tutto si gioca su una questione epistemologica, Cristo è il grande liberatore ma non nelle linee del marxismo e post marxismo.

Introduzione