TESTIMONIANZE CRISTIANE

 

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Esegesi

 

Il vangelo di Matteo

 

Teologia di Matteo

 

            La teologia di Matteo la possiamo delineare attraverso due polarizzazioni molto importanti:

  • Letta a partire dalla Cristologia:

o   Il titolo più importante riguardante Gesù è Emmanuele. C’è una grande inclusione che rapporta Mt 1,23 a Mt 28,20. Gesù è l’Emmanuele annunciato dai profeti e resta l’Emmanuele nel cammino futuro della Chiesa, continua a essere presente nella Chiesa, la prospettiva matteana assorbe la pneumatologia. La cristologia continua nella pneumatologia, lo Spirito rende presente quel che è Gesù, così è per Luca, per Matteo no, il problema non è se lo Spirito continua la missione di Gesù, ma come Gesù continua ad essere l’Emmanuele per la Chiesa.

o   Presenza e trascendenza. C’è una tensione molto forte nel vangelo di Matteo, la presenza di Gesù in mezzo ai suoi propria dell’Emmanuele, e la sua trascendenza che rimane, è presente nelle parabole, nei suoi discorsi ma resta presente, resta il Dio con noi, queste due dimensioni per Matteo sono compresenti, non escludenti, la presenza non esclude affatto la sua trascendenza. La tensione tra presenza e trascendenza attraversa tutto il vangelo di Matteo ed è sottolineata dalle persona che incontra, Gesù non esprime sentimenti, proprio perché è Dio tra noi, prospettiva tipicamente giudaica, tipico il rispetto per la trascendenza di Dio.

o   Il Regno dei cieli, ancora anche qui la trascendenza “dei cieli”. Regno dei cieli è una formulazione teoforica, non indica il luogo preciso dove sta ma indica un modo per indicare la trascendenza di Dio. Che cosa intende Matteo con l’espressione Regno dei cieli? Intende la realtà, le persone e le azioni nelle quali Dio opera, il regno dei cieli non è un luogo è una presenza, per questo con l’azione di Gesù nella vita ecclesiale il regno dei cieli si rende visibile. Abbiamo una assertiva relazione qui tra regno dei cieli ed ecclesiologia. Il regno dei cieli si rende visibile nella chiesa, si incontra nella chiesa nella comunità in cui i piccoli divengono fratelli, nella comunità. Si tratta di una relazione assertiva però il regno dei cieli dice dove è ma non nega che possa essere altrove. La comunità cristiana è il regno dei cieli nel tempo, ma questa visione matteana non ha carattere esclusivo, dice anzi che il regno dei cieli può essere visibile anche altrove, ma il luogo dove si incontra è la comunità cristiana, assertivo quindi non esclusivo. Il regno dei cieli rappresenta quindi il contenuto fondamentale della predicazione di Gesù.

  • A partire dalla Ecclesiologia

o   L’ecclesiologia matteana può essere definita come ecclesiologia dell’Emmanuele, ci troviamo di certo di fronte a una ecclesiologia impensata per Marco. Per Marco tutto è rapportato alla relazione tra Gesù e i discepoli una relazione non sviluppata, in Matteo abbiamo per la prima volta una ecclesiologia molto sviluppata. Questo dipende dall’evento storico del rapporto tra sinagoga e comunità domestica matteana. Matteo scrive in un periodo successivo al 70 d.C. Dove due o più sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro, ancora una volta una traduzione del termine Emmanuele, non solo quindi la cristologia è cristologia dell’Emmanuele, ma anche l’ecclesiologia è dell’Emmanuele.

o   Nella ecclesiologia matteana si hanno i piccoli e i fratelli: i piccoli devono diventare fratelli, non l’inverso, in una relazione comunitaria autentica. Il capito 18 di Matteo è fondamentale in questo senso, in questa prospettiva le due parabole, quella della pecora smarrita e del servo spietato, assumono una prospettiva non più teologica ma ecclesiologica. Chi è il pastore che deve prendere la pecora e porsela sulle spalle? La Chiesa. Non è più ne Dio soltanto né Cristo, ma la Chiesa. Una ecclesiologia di piccoli e fratelli nella perseveranza e l’accoglienza, nel perdono sino alla fine.

o   In Matteo abbiamo una rilevante tensione prassistica, il Gesù di Matteo non chiede soltanto la fede ma anche le opere, Matteo sarebbe pieno alleato di Giacomo, la fede senza le opere è morta, questo vuol dire che nella ecclesiologia di Matteo non manca la fede, ma è una fede che diventa operativa, che diventi prassi, il discorso della montagna dimostra questa attenzione pragmatica della fede. Rapporto quindi tra fede e opere. In Marco la fede è una realtà che o è presente o è assente, in Matteo abbiamo una maturazione, il problema non è se la fede c’è o non c’è, ma come la fede da piccolo germe deve diventare grande (Mt 6,20; 8,26;16,8;17,20). Questo intende Matteo con il termine pistis, la fede che deve maturare. Le opere per Matteo non sono diverse da quelle richieste a qualsiasi giudeo, le opere rientrano nell’osservanza della legge, ciò che Matteo compie è una interiorizzazione delle opere, non una formale osservanza delle opere, ma una interiorizzazione. In questo Matteo pone l’accento sulla fede che diventa operante, fede e opere per Matteo non sono due ambiti diversificati ma fanno parte della stessa relazione con Gesù.

o   Il rapporto con l’escatologia, la comunità cristiana è chiamata a vigilare nell’attesa del Signore che viene, come deve vigilare? Mediante la maturazione della piccola fede che diventi grande attraverso la fede, la Chiesa di Matteo si sta addormentando ha bisogno di essere ridestata. Un ecclesiologia orientata verso l’escatologia.

Come stanno insieme Cristologia ed Ecclesiologia?  C’è un termine matteano che ci fa comprendere la relazione tra i due: la giustizia di Dio. Giustizia e Volontà rappresentano l’accordo tra Cristologia ed Ecclesiologia matteana, se Gesù è l’Emmanuele è perché questo fa parte della giustizia di Dio e della Volontà di Dio. Giustizia per Matteo non è quello che significa in Paolo, per Matteo è uguale alla volontà di Dio, per Paolo alla giustificazione. Poiché la giustizia di Dio non è soltanto per alcuni ma per tutti, il vangelo di Matteo diventa quello più universalistico del Nuovo Testamento, un vangelo in cui la distinzione tra giudei e greci o tra un popolo e l’altro è superato dall’adesione alla giustizia di Dio.

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ll vangelo di Matteo