TESTIMONIANZE CRISTIANE

 

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I Vangeli

 

Genere letterario

 

            Qual è il genere letterario che caratterizza i vangeli? Nella definizione del genere letterario abbiamo due  processi:

·         Processo deduttivo:  l'autore stesso redigendo lo scritto dice di scrivere un romanzo, lo stesso autore asserisce il genere, ad esempio l'Apologia di Socrate, nel titolo stesso c'è il genere che è un'apologia.

·         Processo induttivo, il critico, l'esegeta, lo storico, cercano di capire tramite gli elementi che accomunano più testi di quale genere si tratta.

In questo caso non è l'autore, non possiamo utilizzare un processo deduttivo, nessuno degli autori dei vangeli dice "sto scrivendo un vangelo" d’altronde non esiste il genere letterario vangelo, sono i critici letterari dal II secolo in avanti a definirli così.

 

Cosa sono allora i Vangeli?

 

1)      Storiografie, il genere della storiografia è diffuso, sono note Le Storie di Tacito e La storia di Roma di Tito Livio per i latini, di Polibio per il mondo greco, ma se andiamo ad analizzare i vangeli con il processo della storiografia ci accorgiamo che mancano dei dati importantissimi, l'ambiente politico in cui hanno operato è appena accennato e questo è un elemento sostanziale. È possibile delineare le date per gli elementi interni che sono scarsissimi, ma non sono testi di storia, non sono delle storiografie, d'altro canto non abbiamo grandi personaggi nei vangeli, la storiografia sceglie personaggi principali e ne racconta la storia, qui i personaggi sono degli illustri sconosciuti, Gesù è un ebreo marginale, ha operato nella galilea che non occupa nessun peso storico e ha operato non nelle città imperiali più importanti, ma in contesti culturali umili. I vangeli quindi non soni storiografia

2)      Biografia, racconto della vita di una persona. I vangeli ci raccontano la vita di Gesù: personaggio principale dei vangeli è Gesù di cui gli evangelisti raccontano la vita. Della biografia antica fa parte la Vita di Mosè, di Filone Alessandrino, le Vite dei filosofi di Diogene Laerzio, le Vite dei Cesari di Sventonio, la Vita di Apollonio di Tiana di Filostrato e le Vite parallele di Plutarco. Sicuramente la centralità di Gesù nei vangeli li accomuna alla biografia che vede un personaggio centrale di cui si racconta. Ma nella biografia abbiamo il racconto dall'inizio alla fine di una persona, Marco ci presenta Gesù già adulto, il vangelo di Marco inizia con il battesimo di Giovanni. Non si comincia mai una biografia con la storia adulta di una persona, inoltre lo spazio principale è dato alla passione di Gesù. La passione occupa uno spazio così rilevante che non può farli definire come biografia, M.Kahler a causa dello spazio della passione li ha definiti come “racconto della passione con un'ampia introduzione”, così anche se abbiamo biografie diffuse nell'antichità, i vangeli non sono una biografia.

3)      Midrash, si distingue in due generi:

a.       Midrash haggadico narrativo un racconto che ha un valore di insegnamento

b.      Midrash halakico etico.

Nei vangeli abbiamo molte riprese di episodi dell’A.T., la trasfigurazione ricorda il dono del decalogo, molti episodi sono scritti sui paradigmi dell’A.T., il vangelo di Matteo è ricchissimo di citazioni dirette dell'A.T.. Dunque è vero che molti episodi riprendono o evocano quelli dell'antico e che molte citazioni dell'A.T. sono riprese nei vangeli. Ma qui c'è un'obiezione importante nessuno dei vangeli ha una finalità haggadica o halakica, l'etica e il racconto dei vangeli sono semmai dipendenti dalla sequela, non sono il fine. I vangeli non sono un implicito materiale etico, c'è ma è ridotto al minimo. I vangeli non sono dei midrashim, anche se nei vangeli dell'infanzia, il genere midrashico diventa importante.

4)      Romanzi, qui i vangeli sarebbero delle storie inventate con una base storica marginale non sostanziale, precisiamo che il genere del romanzo non è nuovo, il romanzo storico comincia con I promessi sposi di Manzoni, ma il romanzo in quanto tale ha una storia molto antica: sono note le Avventure di Cherea e Calliroe, di Caritone di Afrodisia o il Satyricon di Petronio. Il romanzo non è un’invenzione nuova quindi. Equiparare i vangeli ai romanzi è non cogliere ciò che è quanto mai evidente: Gesù è un personaggio storico che è stato messo in croce sotto Ponzio Pilato, questo lo dicono gli storici non cristiani. Mentre i protagonisti degli altri romanzi sono personaggi inventati, i vangeli presentano persone storiche, addirittura persone umili dal versante sociale. Se fossero stati dei romanzi sarebbero stati scritti veramente male, pessimi romanzieri.

5)      Memorabilia: sono dei racconti con finalità apologetica, i memorabilia più antichi sono quelli di Senofonte su Socrate, I memorabilia di Socrate, quindi sarebbe un apologia, una difesa del cristianesimo. Se questa era l'intenzione certo è mal riuscita, perché l'episodio della resurrezione affidata alle donne è tutt'altro che apologetica.  È come introdurre dei testimoni che non possono testimoniare, le donne non avevano valore come testimoni, come i bambini non potevano testimoniare.  I vangeli non hanno assolutamente un carattere di memorabilia.

6)      Hypomncumata: i vangeli sono dei ricordi abbreviati o bozze sulla vita di Gesù che dopo sarebbero state sviluppate, pensiamo al vangelo di Marco. Ma i vangeli non hanno carattere di testo in bozze per essere redatti in seguito, sono testi ben conclusi con un loro intreccio narrativo, un inizio e delle conclusioni, non sono delle bozze che poi devono essere riprese.

7)      Storiografia biblica. Nel pentateuco il personaggio principale è Mosè con il popolo eletto, nei vangeli è Gesù con i suoi discepoli. Ci avviciniamo al genere letterario più valido per i vangeli. È vero che in molti casi, episodi del pentateuco fanno da modello per il vangelo. Questo vale per Matteo, non per Marco dove l'A.T. è scarsamente influente. Il genere delle parabole ci fa vedere come ci sono cose originali, le parabole non sono presenti nell'A.T..

 

Ci troviamo di fronte a un unicum, un genere letterario originalissimo che nasce dal contesto ecclesiale in cui i vangeli emergono, i vangeli che noi abbiamo sono dei racconti, delle narrazioni come specifica molto bene Luca nel suo prologo.  I vangeli sono innanzitutto dei racconti ma con una funzione di formazione, con una funzione che diremo oggi catechetica. In Luca c'è sia il termine racconto sia il termine cathcew che sta alla base di catechesi. I vangeli hanno come finalità non la storia, ma la fede dei cristiani, non sono nati perché si stavano dimenticando di Gesù ma per farli leggere a chi entra nella comunità, affinché possano maturare nella fede. Lo stesso orientamento si coglie nella conclusione del vangelo di Giovanni " Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. " (Gv 20,31). Ci troviamo di fronte ad un unicum di carattere storico rispetto alla generale condizione dei diversi e possibili generi letterari.

            Se i vangeli hanno una funzione catechetica per coloro che li leggeranno vuol dire che non hanno a che fare con la storia? Non si fondano certamente sul vuoto ma su dei dati di fatto della vita di Gesù ma questi dati di fatti vengono finalizzati alla formazione, finalizzati alla crescita della fede, non suppongono il vuoto ma suppongono una storia, ma la loro finalità non è storica. Per questo facciamo bene ad analizzare i vangeli dal versante storico, con i criteri di storicità, ma sarebbe fuorviante ridurre i vangeli a dei testi di storia.

 

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