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Renato Zero - Quando finisce il male


Quando finisce il male di Renato Zero: testo e commento alla canzone

Il testo


Ecco che spunta il male
anche da una carezza può
sprigionarsi e degenerare
a volte basta un no.

E come cresce il male
con futili bugie
se la fiducia brilla
di strane fantasie.

Il male ci allontana
qualunque male sia
e se arrivasse all'anima che guaio amica mia.
La forza di un sorriso
certo ci guarirà
anche se il male con il buio un'intesa stringerà.

E su, e su, e su,
non cedere
non puoi permettergli di vincere.
Male è, il male che tu fai a te.
Soli, soli mai...
Quando finisce il male
siamo più forti noi.

Tocca pure ai giganti
di piegarsi davanti a lui
il male non ti risparmi
qualunque faccia hai.

Ma teme le alleanze
e sfugge l'unità
per questo se incontra amore
ui si polverizzerà.
Tenta di indeboire
ogni difesa tua.
E' a rassegnazione il peggiore male che ci sia.

E su, e su, e su,
aiutiamoci
ci sentiremo meno inutili
su e su finchè si può
c'è ancora tanto mondo sai
ma soli mai!
Quando finisce il male
quanto più amore in noi.


Il mio Commento



Un pezzo di questa canzone mi è arrivata da un mio amico tanto tempo fa e l'ho vista rileggendo i vecchi messaggi dei miei amici... lo faccio quando voglio un po' di luce... e mi ha colpito particolarmente e allora l'ho cercata e eccomi qui a commentarla, a dire ciò che ha suscitato in me... Parla del male, ma ci sono penso delle frasi veramente bellissime ad iniziare da quando dice che il male può spuntare anche da una carezza, strana idea, insomma in genere la carezza è intesa sempre come senso positivo. Non so esattamente cosa intenda Renato Zero, ma a me vengono in mente due tipi di carezze negative, quelle false, quelle che non sono vere, quelle che servono più che altro per ingannare, per illudere, ma forse ancora di più il fatto che il bene non è sempre fatto di carezze, a volte le cose vanno anche dette con forza, con energia ribadite, proprio perchè importanti, insomma anche Gesù a rivoltato i banchi di coloro che profanavano la casa di Dio, non ha usato sempre carezze... "E come cresce il male con futili bugie" bellissima questa, anche perchè mi sembra che la bugia spesso non sia più neanche considerata tanto un male, invece significa ingannare il nostro prossimo, significa annunciare il contrario di ciò che dovremmo annunciare, noi che ci diciamo annunciatori della Verità, non possiamo vivere di menzogne... "Il male ci allontana, qualunque male sia... male è, il male che tu fai a te" anche questa mi piace tantissimo. Perchè bisogna evitare il male? Perchè abbiamo scelto di seguire il bene, e di portare il bene al mondo, ma anche perchè se noi facciamo il male siamo noi i primi a rimetterci, per questo ci allontana da Dio il male, non perchè Dio si allontani da noi, lui anzi immagino che come la pecorella smarrita mi viene a cercare ogni volta che fuggo, ma il problema è che sono io che dal Bene, da Dio, mi volgo al male e allora non lo vedo più e mi allontano da lui... Male è quindi soprattutto quello che facciamo a noi, questo contenuto della canzone mi affascina veramente. La parte più grave del male che facciamo non sta nell'atto esteriore, ma nell'interno di noi, nel nostro volgerci al male, volgersi dalla parte opposta di colui che ci dà la felicità... Masochisti? eh un po'... Il male non risparmia nessuno poi dice la canzone, tutti devono affrontarlo e decidere di seguire il bene, anche i santi l'hanno affrontato e ce lo troviamo davanti ogni momento in modo che possiamo dire un si continuo al bene e un rifiuto continuo del male. Ma il male così forte a volte, difficile da superare, può essere vinto? Renato propone un sorriso come esempio di qualcosa che vince sul mare, la forza di un sorriso farà luce sul suo buio, a me è successo, il sorriso di chi credeva in lui, mi ha portato al corso e mi ha portato a fare luce nel mio buio. E poi forse c'è il pezzo più bello... il male è divisione, per questo fugge le alleanze, fugge le unioni, fugge l'amore, perchè vincono, perchè lo distruggono, lo disintegrano, Renato dice che l'amore lo "polverizzerà"... Il male continua a cercare di indebolirci, al contrario del bene che ci rafforza e così Renato dice che il peggiore male è la rassegnazione e forse ha ragione, è quella che manca di uno dei più grandi doni del cristiano, uno dei più grandi regali che gli ha portato Gesù in pieno: la speranza. La disperazione, la rassegnazione, sono privi di una via di uscita, si è chiusi dentro un buio che non ha brezze per far entrare un filo di luce che riporti speranza... "aiutiamoci, ci sentiremo meno inutili", la gioia del servire, una convivenza che stiamo organizzando avrà come titolo proprio questo la gioia del servire... Ci sentiremo meno inutili, qui si che realizzeremo noi stessi, nel servizio nell'aiutarci l'un l'altro e nel crescere l'ul l'altro... quando finisce il male il nostro cuore si riempie di amore, e l'amore è gioia, e questo ci dona la felicità... penso sia veramente stupenda questa canzone...