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Osea (755-725 a.C.)

Profeta. Operò un po' più tardi di Amos e il benessere aveva già fatto un piccolo passo indietro. Osea spiegò il suo matrimonio con una prostituta come un atto simbolico: si unì a una prostituta così come Dio si era unito alla prostituta Israele. Il suo nome significa "Dio ha salvato". Originario del Nord, opera in Samaria, sotto Geroboamo II (783-743). Assiste all’espansione Assira, mentre in Giuda si erano sottomessi agli invasori diventando loro tributari. Persona colta.

Ministero

Restando al testo dal 750 al 725 cioè poco prima della caduta di Samaria del 721. non c’è racconto di vocazione, anzi tanto è scomodo il messaggio che trasmette – e vive – che viene schernito e ritenuto pazzo.

Probabilmente apparteneva alla classe alta, questo si può vedere dal suo stile, dalla sua conoscenza del passato. Nacque e operò nel Regno del Nord. Da Os 1,2-9 si vede che ha sposato una prostituta, probabilmente una prostituta sacra, di nome Gomer, figlia di Diblàim e con lei ha generato figli a cui sono stati dati dei nomi simbolici: Izreél, perché “vendicherò il sangue di Izreèl sulla casa di Ieu”1; Non-amata “perché non amerò più la casa di Israele non ne avrò più compassione”2; Non-mio-popolo “perché voi non siete mio popolo e io non esisto per voi”3. Secondo poi Os 3,1-5 Osea si sarebbe risposato con una donna adultera, per segregarla per lungo tempo e non andarla a trovare neanche lui “come il Signore ama gli Israeliti ed essi si rivolgono ad altri dei e amano le schiacciate d’uva”.

Il secondo matrimonio annunciava che Jahvé avrebbe agito con clemenza, non avrebbe emesso giudizi di distruzione. Il profeta del giudizio diventò quindi il profeta della speranza. L’attività di Osea cominciò al tempo della dinastia di Iehu, probabilmente durante il regno di Geroboamo II (Os 1,1-4) e dopo la caduta di questa dinastia durante il periodo della guerra sirio-efraimitica (734-732 a. C.) fino ai giorni dell’ultimo re nord-israelita, Osea, terminò comunque prima della caduta del regno. La sua attività durò circa tre decenni dal 755 al 725 a.C. L’annuncio di Osea è centrato sul comportamento di Israele verso Jahvé, il rapporto sereno esistente un tempo tra Jahvé e Israele è ormai distrutto, è stato distrutto nel momento in cui gli Israeliti si mischiarono con la religione cananea e iniziarono a seguirla, Israele è diventato preda di Baal (Os 9,10; 13,5-6). Osea paragona il rapporto di Jahvé con Israele prima al matrimonio (Os 1,2-9; 2,18-21; 3) poi al rapporto tra padre e figlio (Os 11,1). Questo rapporto nasce con la liberazione dall’Egitto (Os 12,10; 13,4), nasce dall’amore di Jahvé e non dall’elezione d’Israele. Questo è il rapporto sereno che si era creato e che ora non è più. Le grida dei profeti rimasero inascoltate (Os 6,5) e Israele anche al tempo di Osea continuava a commettere adulterio e fornicazione (Os 9,9; 10,9), proprio per mettere in evidenza questo, Osea iniziò la sua attività sposando una prostituta (Os 1,2-3). “Mentre Amos respinse il culto come mezzo di salvezza soprattutto per motivi etici, e gli contrappose il retto operare nella vita quotidiana, Osea invece combattè il culto perché in realtà esso era rivolto non al Dio d’Israele, bensì a un Jahvé banalizzato o allo stesso Baal e quindi era un peccato”4 (Os 8,11-13)

Per quanto riguarda la politica, annunciò la fine della monarchia (Os 13,10-11) e considerò l’Egitto e l’Assiria, le potenze del suo tempo, come le forze sotto le quali Israele cadrà (Os 7,11-12). Inizialmente Osea non aspettava altro che il giudizio divino (Os 13,14), poi vede una possibilità di salvezza nel ritorno a Jahvé (Os 5,15-6,6) e nel suo perdono (Os 14,2-9). Osea si rese conto che l’uomo non poteva liberarsi da solo dal male di cui era diventato schiavo (Os 5,3-4) e che che c’è bisogno della grazia divina che non deve essere attiva solamente dopo il ravvedimento di Israele, ma prima è la decisione dell’uomo deve solo seguirla (Os 13,14). Jahvé corteggerà addirittura il suo popolo per fare in modo che si lasci aiutare, per ricondurlo in Palestina e ristabilisca l’unione con Jahvé (Os 2,16-25).


1) Osea, La Bibbia di Gerusalemme, Os 1,4, Edizioni Devoniane: Bologna 1974

2) Osea, La Bibbia di Gerusalemme, Os 1,5, Edizioni Devoniane: Bologna 1974

3) Osea, La Bibbia di Gerusalemme, Os 1,9, Edizioni Devoniane: Bologna 1974

4) Georg Fohrer, Storia della religione israelitica, Parte seconda, III 19,4