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Origene di Alessandria

Orìgene Adamànzio (Alessandria d'Egitto, 185 – Tiro, 254) è stato un teologo, scrittore e catechista greco antico. Proviene dalla scuola teologica alessandrina, insieme anche a Clemente Alessandrino. Fondamentale in Origene è la Scrittura, letta mediante i principi dell'esegesi allegorica.

Tanti e diversi furono gli scritti di Origene: esegetici, dottrinali, apologetici, epistole, filologici. Epifanio stimava in 6.000 il numero delle sue opere, sicuramente considerando separatamente i diversi libri di un'unica opera, le omelie, le lettere, ed i suoi più piccoli trattati.

Origene insiste sul cammino che deve caratterizzare il cristiano, un cammino di conoscenza che lo deve portare da una condizione di imperfetto e materiale a quella di perfetto e spirituale. Si tratta di ricercare le verità trasmesse dagli apostoli, alcune evidenti, altre invece da ricercare con la ragione. Per questo motivo usa molto la lettura allegorica della Scrittura e la filosofia. Il suo intento è quello di arrivare alla Verità tramite una ricerca razionale a partire dai contenuti di fede.

Il genio della chiesa orientale, creatore di una filosofia nuova e originalmente cristiana. Costretto dai pagani ad emigrare, si recò a Gerusalemme e a Cesarea dove, benché laico, insegnò con l'approvazione dei vescovi locali. Giunse anche a Roma da papa Zeffirino (203-220) e poi dall'antipapa Ippolito. Nel 230 fu ordinato sacerdote; ma, per l'opposizione del suo vescovo che riteneveva invalida l'ordinazione, l'anno successivo Origene dovette ritirarsi a Cesarea, dove aprì una scuola catechetica privata. Prolifico scrittore, commentò, sotto vari punti di vista, quasi tutta la scrittura e soprattutto si adoperò per la ricostruzione filologica dell'Antico Testamento, mettendo il testo ebraico (con lettere ebraiche e trascrizione greca) e quattro traduzioni greche su sei colonne (Hexapla). Fu autore anche di una sintesi del cristianesimo, un manuale intitolato Peri Arkon, o De principiis. Padre della filosofia cristiana, e maestro ascoltatissimo -la sua scuola fu frequentata da tutto il mondo colto- illustrò il rapporto tra cultura e fede; tra cultura e vita soprannaturale; tra teologia e coscienza dogmatica della Chiesa, ma le sue speculazioni incapparono in alcune difficoltà (eternità del mondo; le anime sono spiriti decaduti; alla fine del mondo anche i dannati ritorneranno a Dio), tuttavia non volle mai sostenere una dottrina contraria alla fede posseduta dalla Chiesa. Morì a seguito delle torture, subite dutrante la persecuzione di Decio e dopo il martirio ricevette dal vescovo di Alessandria il documento di riconciliazione.