Questo è il tuo spazio puoi scrivere ciò che vuoi e poi ritrovarlo al ritorno su questo sito

testimonianze cristiane, storia della chiesa cattolica, teologia, esegesi, aborto, famiglia, battaglia per la vita

Letteratura Sapienziale

Quando si parla di Letteratura Sapienziale, si pensa al libro dei Proverbi, a Giobbe e a Qoelet (testi canonici dell'Antico Testamento sia per gli ebrei che per i cristiani) ai quali si aggiungono la Sapienza e il Siracide, testi propri del canone cristiano. Caratteristica di questi testi è l'interesse centrale rivolto all'attività e al comportamento dell'uomo. E' importante agire rettamente e questo agire rettamente è un'agire alla luce dell'ordine delle cose stabilito da Dio. Perché il comportamento sia retto, fu necessario, come lo è anche oggi, seguire le norme che si fondano su valori allora propri del diritto consuetudinario. Da questo si comprende l'importanza dell'esperienza, e quindi degli anziani della comunità.

Il mezzo più semplice, per orientarsi nella vita, è una breve sentenza che racchiuda una lunga esperienza di vita e di osservazioni. Questo tipo di esperienza quando diventa certa passa a una tipica forma letteraria, chiamata "proverbio". I proverbi sono un condensato di sentenze che si rifanno alla sapienza di vita di un popolo. Queste massime diventano anche normative, in quanto racchiudono il diritto consuetudinario, su cui si basa la vita della comunità. L'insieme di queste sentenza, raccolte in un libro, forma la cosiddetta "sapienza popolare". La persona, che riesce a cogliere i rapporti espressi nelle massime, frutto della lungo esperienza di un popolo viene chiamata hakam, saggia. Accanto ai proverbi ci sono altre forme attraverso cui si comunica la sapienza, come gli indovinelli, che il saggio è capace di fare e di risolvere.

Per l'ebreo l'universo rimaneva sempre imponderabile e non c'erano concetti sufficienti, per comprenderlo e catalogarlo, come faranno i greci con la loro filosofia. Per questo l'ebreo è portato ad analizzare ogni fatto o avvenimento ed uniformarsi al mistero della vita attraverso l'osservazione dei fatti. Il mistero dell'universo non è sottoposto al caos, ma alla sapienza di Dio, è un mistero avvolto nella fede. L'ordine dell'universo va rispettato, perchè esprime la volontà di Dio, e così s'impone all'uomo e non è a sua disposizione. La stoltezza consiste nel non riconoscere questo ordine, per seguire una strada autonoma. Un comportamento conforme alla sapienza è un vantaggio per tutta la comunità; un'impostazione di vita sbagliata compromette tutto. In seguito, la sapienza diventa Parola di Dio rivolta all'uomo, la sapienza diventa la Torah.