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Leggi ecclesiastiche

Le leggi puramente ecclesiastiche (CIC c.11) sono quelle leggi positive della Chiesa, stabilite dai legittimi legislatori e che non necessariamente sono esigite dalla parola di Dio, dai sacramenti, dalla legge naturale, dall'equità canonica. Tre sono i criteri che si richiedono perché si sia sottomessi a questi leggi, queste tre condizioni sono cumulative, devono cioè esserci tutte, se ne manca anche solo una non si è sottomessi alle leggi ecclesiastiche:

  • Criterio cristologico: La persona deve essere battezzata nella Chiesa Cattolica o accolta in essa, esclusi quindi non battezzati e non cattolici. I battezzati che abbandonano la chiesa Cattolica rimangono sottomessi alle leggi puramente ecclesiastiche però con tre eccezioni (non sono tenuti all'impedimento di disparità di culto (c.1086); nè alla forma canonica del matrimonio (c.1117), nè alla proibizione di sposarsi con un battezzato al di fuori della Chiesa cattolica (c.1124)
  • Criterio psicologico: La persona deve godere dell'uso di ragione
  • Criterio cronologico: La persona deve aver compiuto il settimo anno di età, a meno che non sia espressamente disposto altro (es. 14 anni per l'astinenza e 21 per il digiuno c.1252)

Queste leggi si dividono in universali e particolari, alle sottomissione alle leggi universali sono tenuti tutti, per quelle particolari vale invece il criterio della territorialità, sono sottomesse tutti coloro che hanno il domicilio o il quasi domicilio in quel territorio o attualmente vi dimorano (CIC c.12), i forestieri non sono obbligati alla sottomissioni alle leggi del proprio territorio se no che questo non arrechi danno al proprio territorio o che siano leggi personali e non territoriali e neppure alle leggi del territorio in cui si trovano, eccetto quelle che provvedono all'ordine pubblico, o determinano le formalità degli atti, o riguardano gli immobili situati nel territorio. I girovaghi sono obbligati alle leggi, sia universali sia particolari, che sono in vigore nel luogo in cui si trovano (CIC c.13).

Di notevole importanza è l'interpretazione delle leggi, questa spetta al legislatore e a colui al quale egli abbia concesso la potestà d'interpretarle autenticamente (CIC c.16). Le leggi ecclesiastiche sono da intendersi secondo il significato proprio delle parole considerato nel testo e nel contesto; che se rimanessero dubbie e oscure, si deve ricorrere ai luoghi paralleli, se ce ne sono, al fine e alle circostanze della legge e all'intendimento del legislatore (CIC c.17). Le leggi che stabiliscono una pena, o che restringono il libero esercizio dei diritti, o che contengono un'eccezione alla legge, sono sottoposte a interpretazione stretta. (CIC c.18)