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Apollinare di Laocidea (310-390 d.C.)

Apollinare di Laocidea vive e si nutre della tradizione alessandrina,un teologo che si era distinto nella lotta contro l'Arianesimo ma concepisce Cristo come un'unità naturale fisica biologica. Per cercare di salvaguardare la divinità della persona di Cristo, negata dall'Arianesimo, Apollinare sosteneva la formula dell'unica natura (mìa phoesis) di Gesù, secondo la quale il Verbo Divino si sarebbe unito in Gesù Cristo ad un'umanità incompleta, cioè ad un'umanità dotata dell'anima vegetativa ed animale ma priva dell'anima razionale: il Verbo Divino avrebbe sostituito in Gesù Cristo quest'anima razionale assente. Basandosi sull'antropologia di Platone, secondo cui ogni uomo ha un corpo, un'anima irrazionale (principio vitale dell'essere animato) e un'anima razionale, per Apollinare il Logos avrebbe assunto la carne e solo l'anima irrazionale; con ciò intendeva spiegare l'unità del Cristo e la sua esenzione dal peccato. L'umanità di Cristo, mancando dell'anima razionale, risultava però incompleta. Identificando poi natura e persona, Apollinare insegnava che in Cristo c'era una sola natura. Questa eresia fu appunto combattuta da Gregorio di Nissa, e condannata dai sinodi di Roma (377), al tempo di papa Damaso, di Alessandria (378).

Egli afferma che una è la natura incarnata del Logos divino, questa affermazione tipica della scuola alessandrina ha molto influsso in quel modello del logos-sarx. Laddove l'equilibrio è più forte questo modello è ortodosso, laddove questo modello è invece squilibrato siamo nell'eterodossia. Anche altri personaggi illustri come Cirillo d'Alessandria affermavano questo, ma rimanevano nell'ortodossia. Calcedonia dirà che sono due le nature in Cristo, quella umana e quella divina. Cirillo sarà grande protagonista al concilio di Efeso contro Nestorio. Perchè la scuola alessandrina per dire che Gesù è Dio e nello stesso tempo veramente uomo parla di una sola natura e sposa subito il linguaggio di incarnazione che traduce bene quello che la Bibbia vuole dire e la Chiesa vuole affermare che non si tratta di un'umanità apparente. Questi autori cercano di dire l'unità del Cristo, è questa la forza della scuola alessandrina. Nella teologia trinitaria il concetto di natura e di persona inizia a comparire con Tertulliano nel mondo latino, e nel mondo greco con Origine ma soprattutto con i cappadoci. Non siamo arrivati ancora al punto da chiarire bene che cosa è persona e che cosa è natura. Cirillo impiega questo termine natura in senso di un essere unitario e concreto, natura sarà invece un concetto teorico che serve per distinguere. Cristo è una persona è un unico Cristo che si spiega in due nature, questo è quel che dice Calcedonia. Nello schema logos-sarx si vuole salvaguardare l'unità del Cristo ma non si riesce ancora a coordinare questa unità.

Apollinare è un esempio di sforzo di inculturazione della fede ma nello stesso tempo non è riuscito questo sforzo. Egli impiega categorie greche e non riesce ad uscire dallo schema ellenistico, come Ario. Apollinare voleva difendere la piena divinità di Gesù Cristo, l'intenzione è ottima, ma così come con Ario non riusciva a concepire come si coordinano le due nature senza perdere qualcosa. Mentre in tutti noi c'è il corpo e lo spirito, in Gesù quella parte più razionale ed elevata viene sostituita dal Logos, la risultante è piuttosto disastrosa, Gesù per essere Dio non risulterà essere veramente uomo, se la parte più elevata dell'anima non c'è sarà un uomo diminuito. L'intento è buono vuole difendere l'unità di Gesù, l'intento è buono i mezzi sono sbagliati. Aveva paura ad affermare che Gesù era totalmente uomo nel senso di corpo anima e spirito, perchè avrebbe secondo lui compromesso l'unità di una stessa persona. Cercare di dire che il Dio impassibile attraverso Gesù si è reso passibile non è semplice, si rimane prigionieri di una visione del Logos troppo cosmologica che resta a metà strada tra il divino e l'umano. Abbandono delle categorie bibliche e progressiva ontologizzazione.