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Affinità (CIC c.109)

L'affinità sorge dal matrimonio valido, anche se non consumato, e sussiste tra il marito e i consanguinei della moglie, e parimenti tra la moglie e i consanguinei del marito. Si computa in maniera tale che coloro che sono consanguinei del marito, siano affini della moglie nella medesima linea e grado, e viceversa (CIC c.109). Ad esempio: il fratello del marito è affine alla cognata in secondo grado in linea obliqua, la madre della moglie è affine del genero in primo grado di linea retta.

Per quanto riguarda il matrimonio il c.1092 afferma che l'affinità nella linea retta rende nullo il matrimonio in qualunque grado. Costituisce impedimento per il matrimonio soltanto nella linea retta nel caso di secondo matrimonio, quindi non si ci si può risposare con il suocero o la suocera, oppure con la figlia della compagna nata da un precedente matrimonio, si ha in questi casi l'impedimento di affinità che rende nullo il matrimonio. A differenza del Codice del 1917 non si ha l'impedimento di affinità nella linea collaterale, cioè tra cognati, ma solo nella linea retta. La dispensa compete all'Ordinario del luogo.